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I cambi revisionati e ricondizionati sono un’ottima soluzione quando è necessario sostituire il cambio ma l’acquisto di un prodotto “nuovo” non risulta conveniente.
Presso i nostri magazzini di Viterbo potrete trovare una vasta scelta di cambi nuovi e revisionati di tutte le marche e modelli per i vostri motori.

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Qualche informazione sul cambio
Il cambio o cambio di velocità è un sistema meccanico con la funzione di ridurre, o più raramente aumentare, la velocità di rotazione fornita da un motore, azionato da una leva, da un pedale o da pulsanti, generalmente per cambio s'intende un qualsiasi sistema "a cascata d'ingranaggi", difatti i sistemi che non utilizzano gli ingranaggi per variare il rapporto di trasmissione sono generalmente capaci di fornire una variazione progressiva dello stesso e per questo tali sistemi vengono denominati a "cambio continuo".

Qualche informazione sul cambio nei veicoli a motore
ambito dei trasporti su strada, il cambio è fondamentale anche perché permette di variare il rapporto tra il regime motore e il regime delle ruote al fine di ottenere una coppia appropriata alle ruote, il motore infatti presenta regimi di rotazione ottimali diversi a seconda che occorra privilegiare il rendimento chilometrico (generalmente a velocità costante), la coppia e potenza (per la velocità massima, la ripresa, accelerazione, salite etc..) o regime di sottocoppia (per i fondi innevati o a bassa aderenza).

In generale il cambio agisce come riduttore di velocità, anche se le marce più elevate (quinta, sesta, settima o oltre) spesso forniscono all'albero di trasmissione una velocità angolare maggiore di quella del motore, cosa che si poteva avere anche con marce più basse nel caso di mezzi con rapporto potenza peso favorevole.

Manuale (cambio ad H)
Questo tipo di cambio è presente nelle primissime moto (ridenominato "Mabon", ma subito sostituito dal sequenziale) e pressoché universalmente nelle automobili, questo cambio varia il rapporto di trasmissione tramite una leva che viene mossa, andando a formare un "H".

In questo cambio le coppie d'ingranaggi sono disposte su due alberi e sono sempre tutti accoppiati e in rotazione, ma gli ingranaggi sull'albero condotto sono liberi di girare e non ingaggiano l'albero condotto, che ci scivola dentro.

Interposto tra l'albero condotto e gli ingranaggi ci sono delle ruote dentate (selettori) calettate su di esso e ad esso solidali, con l'azionamento della leva si aziona il selettore che sposta i selettori, che non sono altro che corone internamente dentate che vanno a collegare la ruota dentata calettata sull'albero motore ai corrispondenti denti praticati su una corona solidale all'ingranaggio della marcia scelta.

Caratteristiche della cambiata
Il cambio può avere un'azione di cambiata diversa l'una dall'altra, prendendo il nome di:

Cambio non sincronizzato
Nelle prime automobili il cambio era un semplice sistema di ingranaggi non sincronizzati. Le ruote dentate venivano spostate dal guidatore mediante i comandi, e richiedevano una buona preparazione e sensibilità nel capire quando gli ingranaggi stavano ruotando alla giusta velocità; in caso contrario grattavano rumorosamente e la marcia non si inseriva.

Nel salire di marcia, era necessario rallentare l'ingranaggio motore, e per questo era sufficiente premere la frizione ed attendere il momento giusto per cambiare. Nello scalare la marcia invece, è necessario accelerare il motore. Si impiegava per questo una tecnica detta doppietta, che comportava di portare il cambio in folle, quindi rilasciare la frizione, incrementare la velocità del motore al punto giusto e quindi inserire la marcia inferiore. In effetti era possibile operare su questi cambi anche senza l'uso della frizione, necessaria solo per la partenza.

Cambio sincronizzato
I cambi manuali delle automobili prodotte dopo il '60 sono di tipo sincronizzato. Il meccanismo del cambio è costituito da due alberi paralleli, quello di entrata connesso alla frizione e quello di uscita, connesso all'albero di trasmissione. Sui due alberi sono montati parallelamente gli ingranaggi. Tutti gli ingranaggi sono costantemente ingranati, ma solamente una coppia è connessa all'albero di uscita.

Tecnicamente il meccanismo di innesto consiste in un collare coassiale (manicotto) all'albero che scorre lateralmente mosso dai comandi del cambio. Il manicotto è internamente dentato, e si ingrana sulle superfici dentate esternamente dell'albero e di una corona solidale all'ingranaggio dotata di dentatura laterale. Un manicotto serve per due ingranaggi: in posizione centrale nessuna ruota è ingranata, mentre scorrendo a destra o a sinistra inserisce l'una o l'altra ruota mediante le corone ad esse solidali.

Prima di innestarsi definitivamente, il manicotto applica una spinta ad una frizione conica di ottone che riduce la differenza di velocità tra le parti. Questo elemento è il sincronizzatore.

I sincronizzatori possono essere quindi considerate come delle minifrizioni coniche o ad anello che portano il manicotto (quindi l'albero di ingresso) e la corona solidale all'ingranaggio a girare alla stessa velocità. Quando si sente grattare durante un cambio di marcia, non sono i denti degli ingranaggi a "grattare", ma quelli del manicotto e della corona.

I comandi del cambio sono studiati in modo da evitare che due manicotti vengano inseriti contemporaneamente per errore.

Il primo cambio sincronizzato fu introdotto dalla Cadillac nel 1929, mentre l'attuale sistema a coni fu sviluppato dalla Porsche nel 1952. Negli anni '50 solamente la seconda e terza marcia erano sincronizzate, ed il manuale d'uso suggeriva, per passare dalla seconda alla prima, di fermare prima completamente il veicolo. Nei cambi attuali, l'unica marcia non sincronizzata è la retromarcia, che non ne necessita.

Il cambio sincronizzato presenta diversi svantaggi, tra cui l'usura dei sincronizzatori, il ritardo introdotto nella cambiata e le perdite di energia per attrito. Per questo motivo nei grandi camion, nei macchinari e nei cambi speciali per corse automobilistiche si usa un sistema non sincronizzato. Nei cambi impiegati in gara si usano anche cambi sincronizzati con un numero ridotto di denti sui collari per avere una velocità di cambiata migliore, avendo però per contro una usura molto rapida.

Numero delle marce
Il cambio con un minor numero di marce è quello adoperato dal motore Minarelli "Pettirosso" da 50 cc, munito di un cambio a due velocità comandato dalla manopola, creato nel 1955, mentre a partire dagli anni '60 sui grandi mezzi di trasporto furono introdotte la quarta marcia, la quinta, la sesta ed oltre. In un cambio a quattro e a cinque marce, in quarta il rapporto del cambio è unitario, cioè la velocità di rotazione del motore è uguale a quella delle ruote. La quinta marcia fu introdotta con l'aumentare delle velocità dei veicoli, per economizzare combustibile. Ad elevata velocità infatti le ruote girano ad oltre 2000 giri al minuto, mentre il motore presenta il migliore rendimento intorno ai 3000/4000 giri. Le marce superiori alla quarta hanno un rapporto che incrementa ulteriormente la velocità delle ruote, riducendone ulteriormente la coppia. La coppia diminuisce a ogni aumento della marcia, portando ad avere meno accelerazione, di conseguenza in alcuni casi risulta necessario dover scalare la marcia.

Le macchine agricole ed i camion hanno molti rapporti di cambio, ed esiste un sistema per cui per ogni marcia principale è possibile differenziare due rapporti: normale e ridotta. Il comando si effettua per mezzo di leve distinte.

La retromarcia è realizzata con l'ausilio di un terzo albero con un ingranaggio ausiliario che trasmette il moto tra due ingranaggi installati sui due alberi principali invertendo il senso di rotazione (ruota oziosa). l'innesto di questa ulteriore ruota dentata è causa della maggiore difficoltà di ingranamento che può produrre la cosidetta "grattata".

Alcune informazioni presenti su questa pagina sono tratte da  Wikipedia, l'enciclopedia libera.

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