| Motori e parti
La nostra azienda, nella sede di Viterbo, esegue la revisione totale o
parziale del motore su ogni tipo di veicolo.
Effettuiamo inoltre lavorazioni su singoli componenti del motore (come
testate, cambi, monoblocchi, alberi motore) avvalendoci di personale
specializzato e di attrezzature all'avanguardia.
I principali interventi che effettuiamo nella nostra officina
specializzata di Viterbo sui motori comprendono:
- rettifica alberi motori
- rettifiche industriali
- revisione cambi
- revisione monoblocchi
- rettifica testate con prove di tenuta idraulica e ricostruzione
- rettifica e lappatura cilindri
- riporti in saldatura su ghisa, alluminio
- saldature speciali al tig
per
informazioni e/o preventivi
E'sempre a vs disposizione personale pronto a
rispondere ad ogni vostra richiesta di informazione tecnica e/o
chiarimento.

Qualche informazione tecnica
Il motore
Il motore è una macchina capace di trasformare una sorgente di energia
- che può essere in forma chimica (in presenza di un combustibile),
elettrica o termica - in una energia meccanica o lavoro meccanico
continui.
Tutti i motori reali fisici - di qualunque genere siano - sono
soggetti alle leggi della termodinamica, e dunque tutti forniranno un
lavoro totale minore dell'energia contenuta nel combustibile speso per
il loro funzionamento. Il rapporto fra il lavoro fornito e l'energia
spesa da un particolare motore è il suo rendimento lordo, comprendente
la frazione di energia spesa per il funzionamento interno del motore
stesso. Esso è sempre inferiore al rendimento termodinamico, il
rendimento (non misurato, ma calcolato) per un motore identico
considerato "ideale", cioè privo di dissipazione energetica interna.
In particolare, il rendimento dei motori termici dipende strettamente
dalla temperatura iniziale e finale del loro ciclo, e per un dato
salto di temperatura δT sarà comunque minore di quello del ciclo di
Carnot allo stesso δT.
La gran parte dei motori di uso comune sono alternativi e/o rotativi,
e producono lavoro sotto forma di una coppia o una forza su un asse;
altri producono soltanto una forza lineare.
Motore a combustione interna
Il motore a combustione interna (MCI) o motore endotermico è un
particolare motore termico nel quale avviene la combustione di una
miscela composta da un carburante (benzina) o un combustibile
(gasolio, metano, GPL, cherosene ...) e un comburente (aria)
all'interno di una camera di combustione, i quali vengono immessi
tramite un impianto d'alimentazione. Il calore prodotto è trasformato
in lavoro meccanico, mentre il prodotto della combustione è espulso
attraverso un impianto di scarico.
L'invenzione può essere ricondotta ad Eugenio Barsanti e Felice
Matteucci che già nel 1853 ne dettagliarono il funzionamento e la
costruzione in documenti e brevetti depositati in diversi paesi
europei (Gran Bretagna, Francia, Italia e Germania).
Nei primi prototipi mancava la fase di compressione, ovvero la fase di
aspirazione terminava precocemente con la chiusura della valvola di
aspirazione prima che il pistone raggiungesse metà corsa, al che
scoccava la scintilla e la combustione spingeva il pistone per la
restante corsa, approfittando poi della depressione per farlo
risalire. Come si può dedurre, questo ciclo era davvero poco
efficiente. A rendere il motore a combustione interna efficiente fu
l'introduzione della fase di compressione.
Le prime applicazioni pratiche dei motori a combustione interna furono
come motori marini fuoribordo. Questo perché il principale impedimento
all'applicazione pratica del motore a combustione interna in veicoli
terrestri era il fatto che, a differenza del motore a vapore, non
poteva partire da fermo. I motori marini non risentono di questo
problema, essendo le eliche esenti da un rilevante momento di inerzia.
Dopo anni di sperimentazioni, solo nel 1899 apparvero delle vere
frizioni in grado di far partire un veicolo terrestre da fermo senza
doverlo spingere manualmente.
Principi di funzionamento
Tutti i motori a combustione interna si basano sul processo chimico
esotermico della combustione: la reazione di un carburante con un
comburente, normalmente aria.
I carburanti più utilizzati oggi sono composti da idrocarburi e sono
derivati dal petrolio. I più noti sono benzina, gasolio, metano e GPL.
Recentemente sono stati sviluppati prototipi che possono utilizzare
anche idrogeno (sia gassoso, sia liquido). La maggior parte dei motori
a combustione interna progettati per funzionare a benzina possono
bruciare anche metano o GPL senza modifiche a parte quelle necessarie
per l'impianto di alimentazione.
I motori a combustione interna vengono classificati in base al sistema
di accensione utilizzato per provocare la combustione in motori ad
accensione comandata o ad accensione spontanea.
Nei motori ad accensione comandata di solito l'accensione viene
comandata attraverso una scintilla ad alta tensione che scocca nella
miscela aria-combustibile all'interno del cilindro. La scintilla viene
prodotta attraverso una bobina alimentata da una batteria che può
essere ricaricata durante il funzionamento attraverso un alternatore
trascinato dal motore. Inoltre per l'avvio del motore in condizioni di
temperatura esterna e del motore stesso relativamente basse, si
utilizza un sistema che serve a garantire un avvio piu facile,
chiamato starter.
Nei motori ad accensione spontanea (detti anche motori Diesel) il
combustibile viene iniettato nell'aria compressa nei cilindri del
motore e la combustione si innesca a causa delle condizioni di
pressione e di temperatura dell'aria stessa.
L'energia dei prodotti di combustione, i gas combusti, è superiore
all'energia originale dell'aria e del carburante (che avevano una
maggiore energia chimica) e si manifesta attraverso un'elevata
temperatura e pressione che vengono trasformate in lavoro meccanico
dal motore. Nei motori alternativi, è la pressione dei gas combusti a
spingere i pistoni all'interno dei cilindri del motore.
Recuperata l'energia, i gas combusti vengono eliminati (spesso
attraverso una valvola di scarico) talvolta dopo essere passati
attraverso una turbina a gas che recupera una piccola quantità di
energia, comunque sufficiente a comprimere l'aria comburente. Al
termine di questa fase il pistone torna nella posizione di punto morto
superiore. Tutto il calore non trasformato in lavoro deve essere
eliminato dal motore attraverso un sistema di raffreddamento ad aria o
a liquido.
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